Avengers: Infinity War

In attesa della seconda parte del blockbuster, che uscirà col titolo Avengers: Endgame, vediamo cosa è successo nella prima parte.

Josh Brolin è Thanos

Il Titano Thanos, un essere con un potere già di per sé enorme, ha bisogno delle sei gemme dell’Infinito (tempo, spazio, anima, mente, realtà e potere), pietre angolari dell’Universo stesso, per porre in essere il suo piano. Un piano che va avanti da anni , accennato in diversi film, ed esploso nel film ‘Avengers: Infinity war’. Il piano, per quanto possa sembrare assurdo, consiste nel dimezzare la metà della popolazione dell’Universo intero, abitato da numerose razze oltre a quella terrestre. Quale che sia la razza, quindi, subirà un dimezzamento di membri che la compongono.

Qui una parentesi è d’obbligo, perchè Thanos, in effetti, non è un vero villain. Quindi, nonostante tutte le premesse, non è una battaglia tra il bene e il male.
Thanos non brama la gloria o la vittoria assoluta per la conquista del potere. Lui sta nel mezzo e fa solo quello che, secondo lui, deve essere fatto. Quello che è necessario.
In sostanza ha solo una veduta diversa rispetto a quella degli Avengers, su come salvare l’Universo per i prossimi 2000 anni.
Thanos crede davvero in quello che vuole fare e, come dice lui stesso: “sono l’unico che ha la volontà per farlo“.
Dimezzare la popolazione dell’Universo, significa raddoppiare le risorse per la metà dei sopravvissuti. Quindi poter prosperare nel bene senza poverta: l’equilibrio.
Diventare onnipotente, con il possesso di tutte le gemme dell’infinito, per Thanos è solo il mezzo per il suo scopo. Thanos, paradossalmente, vuole portare il benessere nell’Universo, sacrificando metà della vita che lo popola. A grandi linee lo stesso concetto/idea di Ozymandias in “Watchmen”.

Nel raccontare la storia, bisogna necessariamente tralasciare l’inutilità della premessa: nel caso della razza umana, ad esempio, dimezzarne la popolazione significherebbe semplicemente riportarla al 1975. Un po’ come la premessa di Captain Marvel, la scoperta del ‘motore a velocità luce’ che detto così non ha senso, dato che su scala galattica la velocità della luce è lentissima (Proxima Centauri, la stella più vicina a noi dopo il Sole, dista 4,2 anni luce). Insomma, i film della MCU brillano più per il loro lato ‘comics’ piuttosto che per le tematiche ‘science-fiction’ a cui gli sceneggiatori non danno la minima importanza.  

Scarlet Johansson è Natasha Romanoff, alias Black Widow (Vedova Nera)

Attivando quindi, pazientemente, il meccanismo di sospensione dell’incredulità, ci si tuffa nelle imprese dei vari eroi che compongono il MCU, l’universo cinematico Marvel. Il film rispetta pienamente il canone che già apparteneva all’universo fumettistico. Tutti gli eroi vivono nella stessa realtà, quindi una minaccia globale influirà sulle vite  di tutti loro.

Così, quando Thanos mette in atto il suo piano di radunare, e quindi possedere contemporaneamente, tutte le gemme dell’Infinito per ottenere il potere assoluto, gli eroi finora presentati in ogni film a loro dedicato, si mobilitano per combatterlo.

L’elenco è lunghissimo: andiamo dai Vendicatori al completo, sia quelli in attività che i defezionari degli eventi di ‘Civil War’ (tra cui Capitan America), passando per Black Panther e il regno di Wakanda, fino ai più recenti come il Dottor Strange e Spider-man. Quest’ultimo, appena tornato a riunirsi al franchise principale grazie ad una accordo con la Sony che ne deteneva i diritti.

L’esercito di Wakanda guidato da Black Panther

Il film porta avanti i classici scontri già visti in precedenza. In particolare la battaglia che si svolge a Wakanda ha un sapore di deja-vu, ma è tutto così grandioso e ben orchestrato da farsi perdonare questa sensazione.  Ogni personaggio ha una parte nella vicenda, che si svolge sostanzialmente su due piani. Sulla Terra, dove ad una prima scaramuccia (gli sgherri di Thanos cercano di impadronirsi della gemma del Tempo) segue la lunga battaglia di Wakanda, dove tutti gli eroi, o quasi, sono riuniti per impedire all’intero esercito di Thanos di impadronirsi di un’altra gemma, l’ultima, che dovrà recuperare, quella sulla fronte del vendicatore chiamato Visione. E nello spazio, in diversi scenari, fino all’ultimo, Titano, dove avviene la battaglia più importante, Thanos raccoglie tutte le gemme tranne quella di Visione, difendendole dagli attacchi di un assortito gruppo di eroi, formati da parte dei Vendicatori, Spider-man e i Guardiani della Galassia.

Thor, dio del tuono, interpretato da Chris Hemsworth

Al termine del film Thanos, con un semplice “schiocco di dita”, annienterà metà dell’universo, ottenendo di fatto una vittoria che, definire drammatica sarebbe riduttivo. Entrambi gli eserciti subiranno perdite dolorose (e per il pubblico, inaspettate), e tutto sembrerà perduto. A dare una speranza, sono le parole del Dottor Strange (“era l’unico modo”), il mistico mago che, navigando tra tutti i futuri possibili (milioni), ha intravisto un’unica possibilità di sconfiggere il loro avversario, salvando così metà della popolazione dell’universo. Una cosa è certa, il Marvel Cinematic Universe (MCU), dopo gli eventi che verranno narrati in Avengers: Endgame, non sarà più lo stesso. Non ci resta che attendere il prossimo schiocco di dita, sperando che questa volta sia quello giusto.

Dottor Strange e Wong