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Forrest Gump, la vita come una scatola di cioccolatini

”Mi chiamo Forrest, Forrest Gump.” Si presenta così Forrest, quando incontra qualcuno e  la dichiarazione del suo nome rappresenta l’auto-definizione di sé stesso e del suo essere.
Fiero della sua identità e remore dei preziosi insegnamenti della madre, la signora Greenway, (una grandissima Sally Field),  Forrest, nato pur con qualche particolarità, percorre spedito il sentiero della vita fin da quando, bambino, si trovava imprigionato in gambe d’acciaio che avrebbero dovuto aiutarlo a raddrizzare la sua schiena. La sua mamma lo accompagna saldamente tenendolo per mano, ma lasciandolo correre via alla scoperta del mondo quando è il momento di farlo volare. Accanto a lui, punto fermo nonché grande amore della sua vita, la grande amica Jenny, anima tormentata dall’infanzia distrutta.

”Mi chiamo Forrest, Forrest Gump.”

Dal romanzo di Winston Groome, la pellicola di Robert Zemeckis (6 premi Oscar), può essere riassunta da un lato come “l’importanza della leggerezza per affrontare la vita e le difficoltà” e dall’altro il fondamentale valore dell’autostima.
Il pregiudizio, la malattia, i preconcetti, la liberazione sessuale e le sue negative conseguenze, i conflitti razziali: tante le tematiche affrontate dal film di Zemeckis che rappresenta un vero punto fermo nella Cinematografia mondiale.

Forrest e Jenny si presentano

Tom Hanks è perfetto nei panni del dolce Forrest, animo speciale e sensibile, a metà tra un bambino e un uomo vissuto le cui perle di saggezza rappresentano spunti riflessivi importanti per tutti coloro che lo conosceranno. La sua freschezza disarmante, il suo sorriso di fronte alle avversità, ma anche le lacrime sincere nel momento del dolore sono un contraltare all’apparente superficialità di tutto ciò che lo attornia: un’umanità confusa  che sembra vivere di grandi ideali mentre in realtà non ne persegue nessuno fino in fondo e con coraggio.

Buba

Forrest è la voce del nuovo, del cambiamento reale, è l’anima sincera che abbraccia la vita con entusiasmo e che crede nei sogni da realizzare ; che siano quelli infranti del tenente Daan, in lotta con Dio dopo aver perso le gambe in Vietnam, che siano quelli del grande amico Buba e della pesca dei gamberi, oppure quelli di Jenny, (una straordinaria Robin Wright) “uccello ferito”  in cerca di un nido sui cui approdare ogni volta per fuggire da un male interiore che le divora l’anima.

Il tenente Daan

Ma è col sogno di Forrest forse che si conclude questa favola meravigliosa e delicata: dopo essere sfuggito ai bulli del quartiere, aver conosciuto i successi nello sport, negli affari e sul campo di battaglia, dopo aver vissuto la perdita e dopo aver conosciuto l’amore per poi perderlo, la corsa di Forrest si ferma di colpo e il cerchio si chiude attorno a Jenny e a lui stesso. La morte e la vita si incrociano di nuovo e la favola cala il sipario su un nuovo Forrest, sull’idea della famiglia, della responsabilità come traguardo fondamentale e dell’amore filiale, mentre una piuma si libra delicata nel cielo, simbolo, forse dell’anima di Jenny, finalmente diventata uccello e finalmente libera.

Jenny

VOTO: 5 out of 5 stars