Hot Fuzz

Secondo capitolo della cosiddetta ‘Trilogia del cornetto’, Hot Fuzz è un piccolo gioiello, che non ha avuto da noi la risonanza del precedente ‘Shaun of the dead’ (in Italia, ‘L’alba dei morti dementi’) ma che si pone comunque come la punta di diamante di tutte le parodie mai girate sul genere poliziesco. A livello mondiale, è stato il maggior successo finanziario della trilogia.   

Hot Fuzz
Simon Pegg e Nick Frost

I tre tenori dell’operazione sono il regista e i suoi sodali, inglesi come lui, ovvero gli attori Nick Frost e Simon Pegg. Quest’ultimo è coautore anche dei geniali soggetti della trilogia assieme a Wright. I tre avevano già collaborato nella serie Tv Spaced, dove Pegg, ai testi con Jessica Hynes, e Wright alla regia, e Frost a completare la crew, davano sfogo alle loro passioni parodiando film di genere e citando cartoni animati e comic books.

Hot Fuzz
La folle crew di Spaced

Perché si parla di trilogia, quando sono tre film distinti, tre parodie di diversi generi cinematografici? Perché i punti in comune sono stilistici, sia nella costruzione della messinscena, sia nelle soluzioni di montaggio, e nella continuità degli attori, protagonisti e non, utilizzati nelle tre bellissime pellicole. Il tutto tenuto insieme dagli onnipresenti cornetti gelato!

Hot Fuzz
Eccoli qui, i cornetti

Se nel primo capitolo la parodia era del genere horror ‘morti viventi’, e nel terzo vengono presi di mira i film che trattano di invasioni aliene alla ‘Body Snatchers’, in questo secondo lavoro del dinamico trio viene messo alla berlina il genere poliziesco, citando apertamente i capisaldi del genere, che vanno dagli action ‘Point break’ e ‘Die hard’ ai buddy cop movie come ‘Arma letale’ e ‘Bad boys II’.

I due buddy cop sono ovviamente Pegg e  Frost, l’uno minuto e serioso, l’altro grassoccio e bonario, lanciati a ripetere le imprese degli eroi del grande schermo. Così Nicholas Angel (Pegg) manifesta il suo amore per l’action tramite il suo comportamento e i suoi ferrei principi, mentre Danny Butterman (Frost) ha un armadio con migliaia di DVD action, che calano sia il suo collega, sia il pubblico nel mood della pellicola.

La vicenda si svolge in un paesino nell’hinterland londinese: il fin troppo efficiente agente Angel, causa eccesso di zelo, viene promosso al grado di Sergente e destinato a Sanford, in lizza per il concorso di ‘paese modello’ della contea del GloucesterShire. Finisce per fare coppia col grassoccio e ingenuo collega Danny, malato di film d’azione americani  e figlio del capo della polizia locale. Presto Angel scoprirà che dietro la facciata della ridente cittadina si nascondono segreti atroci. Nel dipanarsi dell’intrigo, assisteremo alla crescita del rapporto tra Angel e Danny fino a diventare una perfetta coppia di sbirri, che affronteranno insieme  la resa dei conti finale nel più puro stile ‘Arma letale’.

Genio è ambientare la scena madre in una ‘Inghilterra in miniatura’.

Pegg e Frost sono la coppia comica inglese meglio assortita degli ultimi anni: inoltre, sono due nerd nel senso più puro del termine, e l’immedesimazione nei ruoli ne risulta totalmente spontanea. Perfettamente complementari (Frost è l’ingenuo combina-disastri, Pegg è la ragione ottusa), si dividono ruoli e spazio senza mai sovrapporsi, porgendosi a vicenda battute e situazioni alla perfezione.

La pellicola, così come è concepita da Wright e Pegg, parla ad un pubblico che, come loro, ha adorato i film citati in precedenza, ed è pronto a recepire l’ironia delle situazioni parodiate. Così si arriva alla messa in scena di una gag leggendaria, anticipata più volte da Danny nel corso della storia (“hai mai sparato in aria e poi fatto ‘ahhrgghhhhh’ ? ”), e per questo ancora più esplosiva.

Il film è in ogni caso un assortimento di gag perfettamente riuscite, dove ogni spettatore può scegliere la propria. Ed è interessante come l’effetto comico venga prodotto in differenti modalità , alle volte utilizzando i dialoghi, altre con le situazioni, e infine con i movimenti di macchina, che diventano scoperte parodie dei cliché utilizzati nei polizieschi d’oltremanica. Il montaggio serrato, utilizzato da Wright anche nel precedente capitolo della trilogia, è mutuato dagli action thriller lisergici di Tony Scott.

Tra le scene parodiate, poteva mancare l’apertura del fuoco con due pistole saltando lateralmente?

La preparazione della sceneggiatura è stata lunga e meticolosa, e la documentazione è arrivata da più fonti, a volte sorprendenti. Ad esempio, film come ‘Arma letale’, ‘Interceptor’ e ‘Chinatown’ hanno fornito molti dei cliché parodiati nel film, ma molti altri sono venuti direttamente da un libro del critico cinematografico Roger Elber, che citava le scene più ricorrenti nei polizieschi (un paio a caso: la scena in cui Angel si sveglia nella camera d’albergo buia e trova immediatamente il pulsante della luce, e la ripresa della linea di mezzeria che scorre mentre Angel guida per tornare a Londra). Un’accuratezza che ricorda la meticolosità raggiunta da Wilder e Brooks nel loro capolavoro ‘Frankenstein Junior’, mantenendo ovviamente le dovute distanze tra questo gioiello inglese e uno dei film comici più famosi di sempre.

‘Hot Fuzz’ (dove fuzz sta per sbirro, ma significa anche peluria…) contiene anche due cameo firmati da Peter Jackson e Cate Blanchett. 

Un film che, come il citato capolavoro di Mel Brooks, diverte e continuerà a divertire gli spettatori negli anni a venire, anche senza la conoscenza diretta degli action movie che lo hanno ispirato.