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La forma dell’acqua

La  diversità: è sicuramente questo il tema centrale della pellicola di Guillermo Del Toro, Premio Oscar come miglior film e non solo, vero e proprio fenomeno cinematografico del 2018 .

C’è un’idea all’interno del film, un’idea che fa però solo da traino ad una storia che si allarga e si amplifica abbracciando altre tematiche: film sentimentale, drammatico, psicologico, fantasy: la pellicola di Del Toro non ha in realtà una rigida collocazione di genere, ma si presta a varie interpretazioni.

Tante sono le chiavi di visione e lettura  che lo spettatore avverte accostandosi a questa strana “creatura” cinematografica,  visionaria favola di un amore altro con  sfumature gotiche-dark.

Sally Hawkins, perfetta nella parte di Elisa Esposito

La giovane Elisa, incapace di parlare e di sentire, vive nel suo silenzio , con  la consapevolezza di essere diversa dagli altri; la sua sensazione di inadeguatezza  la rende  molto  infelice. La sua quotidiana esistenza viene interrotta però da una scoperta eccezionale: una creatura squamosa, un anfibio,  frutto di un esperimento del governo,che vive immerso in una vasca colma di acqua. Elisa prova immediatamente il desiderio di avvicinarsi alla creatura, prima solo per curiosità, poi spinta dalla nascita di  un nuovo, vero sentimento.

Il malvagio colonnello Strickland

Vincitore del Leone d’oro a Venezia 2017, Guillermo Del Toro ama parlare del suo film sottolineandone l’aspetto ibrido e “mostruoso” a lui sempre tanto caro. L’horror dei B-movie anni 50, (come Il mostro della laguna nera del 1954) popolato da strane creature, è  per il regista sempre stato un punto di riferimento fondamentale di grande ispirazione.

A ciò Del Toro aggiunge però qualcosa di nuovo, ugualmente importante per lui: il romanticismo, il conflitto tra amore per il corpo e amore per l’anima, il dilemma della Bella e la Bestia. Il risultato è esso stesso un mélange tra una storia d’amore molto passionale e fisica e un conflitto spirituale sincero: attraverso il vetro sono le anime dei due protagonisti a riconoscersi e a cercarsi continuamente e .la scoperta dell’amore aldilà delle apparenze crea un’alchimia davvero magica.

Il silenzio è un ponte, attraverso cui convogliare emozioni, sensazioni, parole non dette e il corpo è il mezzo attraverso cui la diversità cessa di esistere si azzera tutto ciò che crea contrasto e quello che resta allo spettatore alla fine è soltanto il messaggio d’amore.

La vera mostruosità sottolineata dal film non è quella fisica della creatura, ma quella umana: è la cattiveria dell’anima, è il Male che si annida nei progetti del governo a cui si oppone il disarmo di due creature “aliene” perché lontane dalla malizia dell’uomo. Con un fortissimo debito anche verso “Lezioni di piano” di Jane Campion,( il tema del silenzio, il diverso modo di comunicare,  l’acqua come elemento di libertà,  la passionalità fisica e la scoperta dei sensi), il film di Del Toro regala forti emozioni, coinvolge e stupisce non senza lasciar riflettere su temi importanti che sempre più vengono evidenziati fortunatamente oggi dal Cinema contemporaneo, confermando il suo regista come uno dei  più interessanti del nostro tempo.

VOTO: 4 out of 5 stars